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Assistenza ai disabili. Da marzo i dipendenti senza stipendio, l’attività dell’unico ente per i non vedenti rischia di restare paralizzata
Istituto dei ciechi, il giallo del commissario
Doveva traghettare l’organismo verso la forma giuridica di azienda di servizi alla persona

19 luglio 2010 - dal quotidiano La Nuova Sardegna


CAGLIARI. C’è una sola entità che si occupa dei non vedenti e delle persone che vedono ombre e senza sostegno non possono condurre una vita normale. E’ l’Istituto dei ciechi di Cagliari. Ebbene questa entità rischia di restare paralizzata col rischio di chiudere per l’odissea burocratica del trapasso dalla forma giuridica di Ipab a quella di azienda pubblica di servizi alla persona. Tutti i tempi indicati dalle norme che dovevano governare il passaggio sono stati pericolosamente superati, col risultato che l’ente è nelle mani di nessuno e i dipendenti non percepiscono lo stipendio dal marzo scorso. Ha denunciato la questione in un’interpellanza all’assessore regionale alla sanità Antonello Liori la coalizione di centrosinistra in consiglio regionale e ora porta il problema all’attenzione pubblica Giuseppe Cuccu, consigliere regionale del Pd. Breve storia: «Nel 2005 la legge regionale ha approvato la legge regionale 23 sulla trasformazione che doveva avvenire entro sei mesi. Nel febbraio 2010 ancora questo non era stato fatto e, per arrivarci, su proposta dell’assessore alla sanità la giunta ha deliberato il commissariamento dell’ente per un periodo di tempo non superiore ai sei mesi. Nominare il commissario era la scelta giusta - commenta Cuccu - sia per la gestione ordinaria sia per governare il passaggio». Il problema scoppiato in questi mesi è che il commissario non avrebbe fatto ciò che doveva: «L’istituto - spiega Cuccu - non ha alcun referente amministrativo, il commissario non ha mai svolto i suoi compiti». Un giallo: «Di lui - spiega Cuccu - non si hanno più notizie, il personale non prende lo stipendio da marzo, gli utenti non hanno risposte alle richieste di partecipazione ai corsi, certificazioni e attestati di frequenza». Da qui l’interpellanza per sapere quali iniziative intenda assumere l’assessore alla sanità. «Non dimentichiamo - continua il consigliere regionale - che grazie alla sua attività l’ente ha consentito a una trentina di ragazzi e ragazze di frequentare l’università, realizzando per ogni anno accademico i libri di testo in formato elettronico. Se perdura questa situazione l’istituto si vedrebbe costretto a interrompere le attività e a pagarne le conseguenze sarebbero solo ed esclusivamente gli utenti disabili. Apprezziamo e riconosciamo il valore del lavoro svolto dagli assistenti dell’istituto in tutti questi anni per garantire l’integrazione scolastica, sociale e lavorativa dei disabili visivi, l’istituto è l’unico ente dell’isola che opera per garantire ai soggetti non vedenti e ipovedenti la piena attuazione del loro diritto allo studio».


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