Sardara. Le terme della discordia scatenano l’opposizione comunale che chiede la testa dell’intero esecutivo
«Smettetela con questa farsa, andatevene»
L’ultima goccia, per la minoranza, è data dalle dimissioni imposte dal sindaco al suo vice
16 luglio 2010 - dal quotidiano La Nuova Sardegna
SARDARA. La «terme story» fa volare gli stracci in consiglio comunale. La minoranza (Pd), dice a Sindaco e Giunta: «Basta, per il bene di Sardara. Dimettetevi».
Sarà l’aria che tira nella politica nazionale e regionale, o sarà pure che l’Hotel delle Terme (struttura del Comune in gestione a privati) che tarda a riaprire i battenti, è in paese il tema rovente di questa caldissima estate, fattostà che la richiesta di dimissioni di chi amministra il paese ha fatto la comparsa anche a Sardara. L’opposizione, facendo seguito ad altre azioni di contestazione verso sindaco, assessori e maggioranza, invita tutti ad andarsene a casa.
L’assist per tornare alla carica con la richiesta di dimissioni, lo ha fornito all’opposizione (involontariamente) lo stesso sindaco Giorgio Zucca con la cacciata del suo vice Toni Marras, con cui è entrato in rotta di collisione per una questione sempre inerente il complesso termale. Questione di una sorta di abuso d’ufficio (e di potere) commesso dal vice in assenza per ferie del sindaco. Il sostituto aveva autorizzato acquisto di materiale edile per circa 40mila euro, necessario per i lavori all’hotel delle Terme. Ma non poteva farlo perchè la struttura era stata data in gestione a privati ed erano loro a doversi far carico di acquistare il materiale. Giorgio Zucca, colonello dell’Esercito e predicatore di legalità (è un ex An, sembra di area finiana) ha degradato il suo vice, con cui i rapporti erano da tempo da separati in casa, lasciandogli però la delega di assessore.
«Una farsa - attacca il Partito democratico - il sindaco licenzia il suo vice, ma solo a metà. È l’intera condotta amministrativa a essere inadeguata. Quanto sta accadendo sul complesso termale è storia di un anno, hanno tutti grandi responsabilità. Ritirare la delega al vice sindaco pare piuttosto il maldestro tentativo di trovare un capro espiatorio a un sistema di amministrare poco trasparente».