Approvata la legge sugli oratori
29 gennaio 2010 - Nel mese di maggio del 2007 presentai, insieme all’allora Gruppo de “La Margherita”, una mia proposta di legge concernente “Norme in materia di valorizzazione dei centri di aggregazione giovanile e riconoscimento della funzione sociale ed educativa svolta dagli oratori”.
Lo scioglimento anticipato della legislatura non consentì la conversione in legge della proposta che ho ripresentato in questa legislatura, insieme ad alcuni colleghi del PD, con l’obiettivo di riconoscere la funzione educativa e sociale svolta dagli Enti Locali e da altri soggetti pubblici mediante i centri di aggregazione giovanile e la funzione svolta nello stesso campo dalle parrocchie e dagli enti ecclesiastici della Chiesa Cattolica mediante gli oratori, partendo dal presupposto che gli oratori costituiscono uno dei principali soggetti sociali ed educativi della comunità locale.
Il Consiglio Regionale ha messo al centro del dibattito politico l’emergenza educativa che impone attenzione verso la formazione dei giovani e il 27 gennaio ha concluso l’approfondita discussione con l’approvazione della legge che detta “Norme in materia di valorizzazione e riconoscimento della funzione sociale ed educativa degli oratori e delle attività similari”.
Della mia proposta di legge alcuni aspetti sono stati ripresi nella legge approvata dal Consiglio, anche se non tutte le questioni che ritenevo meritevoli di essere disciplinate sono state recepite, sicuramente si poteva fare meglio, la maggioranza poteva essere più ambiziosa e più coraggiosa invece è stata imprigionata in una visione ideologica della questione.
La nostra proposta di legge mirava a promuovere la creazione di una rete di strutture nella quale i giovani potessero trovare assistenza, consulenza, sostegno e stimolo, riconoscendo in particolare l`alta funzione educativa svolta da tempo immemorabile dagli oratori parrocchiali.
Io ritengo che la Regione debba assumersi l’onere di valorizzare le strutture che svolgono attività di pubblico interesse, quale quella sociale ed educativa, dagli oratori ai centri di aggregazione sociale di iniziativa comunale, passando attraverso tutti quegli altri soggetti pubblici e privati che da anni vantano una comprovata esperienza nel settore socio educativo. Quindi non solo gli oratori ma anche gli altri centri di aggregazione giovanile, perché l’oratorio è un luogo dove è possibile garantire un percorso formativo ed educativo per i giovani ma non è “il luogo”. Io penso che nella legge andasse individuato come un valore la pluralità dei soggetti erogatori delle prestazioni sociali, non più identificabili nel solo attore pubblico, bensì che dovesse essere individuata come una ricchezza la gamma multiforme di categorie che vanno dagli EE.LL., alle organizzazioni di volontariato fino a comprendere gli oratori.
Altro obiettivo mancato, acquisito il valore costituito dalla pluralità dei soggetti, è l’integrazione degli stessi che avrebbero dovuto articolare la loro azione all’interno dei confini tracciati dalla Regione nella sua programmazione generale, applicando il principio di sussidiarietà secondo cui lo Stato o in questo caso la Regione riconosce a enti già esistenti una funzione sociale utile alla comunità.
Secondo me si è persa una grande occasione e non si è reso merito alla lodevole funzione educativa e aggregativa svolta da decenni dagli oratori, spesso pionieri in questo campo, il loro ruolo andrebbe valorizzato nell’integrazione con gli altri soggetti assumendo come valore collettivo la pluralità e la diversità dell’offerta educativa.
Purtroppo il radicalismo della destra ha prodotto una legge parziale che se da un lato consente agli oratori di avere un supporto per continuare a svolgere il ruolo educativo e di aggregazione che hanno sempre esercitato egregiamente, dall’altro li priva della possibilità di inserirsi in un processo integrativo con gli altri servizi sociali.