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Accorciare la filiera per ridurre i prezzi
Pił consumo dei prodotti agricoli regionali
Norme ad hoc in una legge appena approvata

13 gennaio 2010 - E’ stata approvata ieri sera dal Consiglio Regionale, con votazione unanime, una legge che detta norme per la promozione della qualità e del consumo dei prodotti agricoli della Sardegna. La legge mira a dotare la nostra isola di norme tese a favorire il consumo e la commercializzazione di prodotti cosìdetti “a chilometri zero”. Il prodotto, in altri termini, percorre meno strada, non inquina e di conseguenza costa meno.
Il testo che è stato approvato dall’Aula è frutto dell’unificazione di tre distinte proposte di legge, una (la n. 31) predisposta da me e sottoscritta dai colleghi Pietro Cocco, Luigi Lotto e Antonio Solinas, un’altra dal P.S.D’AZ. e la terza dai gruppi Comunista-La Sinistra-Rossomori e I.D.V, ha lo scopo di promuovere e sostenere l’agricoltura sarda favorendo, anche sulla base di adeguati programmi di promozione, la commercializzazione e il consumo di prodotti agricoli regionali.
Il Consiglio ha ritenuto necessario introdurre misure atte a fronteggiare l’invasione nei mercati locali di prodotti provenienti da Paesi stranieri che non sempre si caratterizzano per gli standard qualitativi riconosciuti propri del nostro patrimonio enogastronomico e che mettono per di più a dura prova una parte importante dell`economia. Per consentire un riequilibrio del mercato a vantaggio del consumatore sono stati previsti degli strumenti per far conoscere le peculiarità dei prodotti agricoli locali e sostenerne il consumo, attraverso l’adozione di adeguate misure volte a favorire un rapporto diretto tra produttori e consumatori e una maggiore offerta di tali prodotti nell’ambito della rete commerciale e di ristorazione della Sardegna. La filiera corta, infatti, con l’eliminazione degli intermediari, evita il moltiplicarsi dei prezzi dalla produzione al consumo, l’obiettivo è quello di porre un freno al caro vita ma allo stesso tempo di rilanciare l’economia locale abbattendo i costi legati al trasporto dei prodotti, sia quelli che incidono sul prezzo finale, sia quelli sociali causati dall’inquinamento.
Lo strumento più adeguato è quello di favorire la diffusione dei mercati contadini (i cosiddetti farmers markets): mercati in cui i produttori vendono direttamente i prodotti delle loro aziende agricole, come avviene da decenni in Germania e negli Stati Uniti, e dei quali qualche esperienza si è avuta di recente anche nella nostra Regione, eventualmente aprendoli anche alle “agricolture di fatto”, cioè ai piccolissimi produttori – si pensi a chi coltiva per l’autoconsumo o a chi gestisce agriturismi – che periodicamente si trovano con eccedenze che vorrebbero vendere. Per raggiungere questi obiettivi la legge detta, tra le altre, disposizioni in materia di vendita diretta di prodotti agricoli sardi da parte dei produttori, ai quali i Comuni riservano almeno il 30 per cento del totale dei posteggi nei mercati al dettaglio in aree pubbliche. Inoltre, stabilisce che nelle grandi e medie strutture di vendita e negli esercizi di vicinato, siano ubicati appositi spazi destinati alla vendita di prodotti agricoli regionali e promuove l’utilizzo dei prodotti agricoli di origine regionale nei servizi di ristorazione collettiva affidata ad enti pubblici. La legge se da una parte favorisce il consumo di prodotti tipici dando priorità a quelli di cui si garantisce l’assenza di organismi geneticamente modificati all’interno dei servizi di ristorazione collettiva, dall`altra parte promuove la valorizzazione e la diffusione dei prodotti agricoli regionali mediante l’istituzione dell’elenco delle imprese sostenitrici dei prodotti locali, per le imprese esercenti attività di ristorazione o di vendita al pubblico che si approvvigionino per almeno il 50 per cento di prodotti agricoli di origine regionale. Queste imprese saranno inserite in un apposito circuito regionale veicolato nell’ambito delle attività promozionali della Regione. Infine, sempre con l’obiettivo di dare impulso al consumo di prodotti regionali, sono state introdotte alcune modifiche alle norme che disciplinano l’attività agrituristica, la più significativa prevede l’istituzione dell’elenco regionale dei fornitori delle aziende agrituristiche. Al fine di completare l’offerta dei prodotti non disponibili nell’azienda agrituristica si dovrà acquistare da aziende, inserite nell’elenco regionale, di produttori e trasformatori operanti nel territorio regionale.
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  Agenzia AGI: Leggi la nota stampa
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