Primo Piano

Bocciata la mozione di sfiducia ma i problemi nel centrodestra rimangono.

28 luglio 2010 - Come avevo già anticipato ieri durante il mio intervento in aula , la maggioranza ha riconfermato la fiducia a Cappellacci, bocciando la mozione presentata dall’opposizione.
Tutto è andato secondo copione: il centrodestra si è ricompattato attorno alla figura del Presidente ma ha approfittato dell’occasione per mettere alcuni puntini sulle i e per accelerare, l’ormai inevitabile, rimpasto della Giunta. Da più fronti si chiede, ora, un deciso cambio di passo nell’azione di governo. Quindi, in sostanza, spazio ai politici nell’esecutivo e fuori i tecnici. Come se tutto ciò potesse bastare a dare credibilità al centrodestra, lacerato dai continui contrasti interni e dalle continue lotte sulle poltrone da assegnare. Durante tutto il mio intervento, ho più volte ribadito che ormai il Presidente ha perso quell’autorevolezza che gli deriva dall’essere eletto direttamente dal popolo e, non tanto per il suo presunto coinvolgimento nell’affare eolico, quanto per l’inconsistenza della sua azione politica e l’incapacità, dimostrata in più di un’occasione, di non saper dire di no. Sicuramente le giustificazioni adottate sul caso eolico alleggeriscono la sua posizione sul versante giudiziario, ma la aggravano dal punto di vista politico, perché lo rendono incompatibile col ruolo di governo. Più volte e in diverse sedi abbiamo denunciato la subalternità dell’esecutivo regionale nei confronti del governo nazionale. Lo abbiamo potuto constatare con lo scippo del G8, con il mancato trasferimento delle entrate, con i tagli drastici all’istruzione e con il graduale smantellamento del sistema produttivo industriale sardo. È triste constatare che colui che avrebbe dovuto difendere con forza e strenuamente gli interessi del popolo che lo ha eletto, preferiva, al contrario, soddisfare le richieste provenienti dall’alto. Qualunque siano le motivazioni e le ragioni di un tale comportamento di accondiscendenza, rimane il fatto che degli errori sono stati commessi e che, il tutto non può essere giustificato con la cortesia e l’ingenuità, perché un Presidente, che dichiara di essere forte e autorevole, non può permettersi di essere ingenuo e credulone.
Dopo la fiducia con riserva della sua maggioranza, Cappellacci provvederà al rimpasto della Giunta, ma questo non potrà essere sufficiente; sarà necessario, invece, avviare una stagione di riforme strutturali, perché da esse parte il rilancio della nostra isola.
 In molte occasioni sono rimasti a guardare, quasi fossero gli spettatori del film e non gli attori protagonisti, ora, è arrivato il momento di rispondere, non con le parole ma con i fatti, alle richieste e alle esigenze dei sardi.
Di una cosa siamo convinti: la mozione di sfiducia era un atto dovuto nei confronti di un Presidente che in più occasioni ha dimostrato di non essere libero da condizionamenti esterni. Il prossimo appuntamento è a settembre. Vedremo, allora, se effettivamente qualcosa sarà cambiato o se dovremmo rimetterci tutti al giudizio degli elettori.





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